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Domande frequenti

Le domande poste più di frequente prima del primo incontro.

Come si svolge il primo incontro?

Il primo incontro è dedicato all’esposizione della questione, all’esame dei documenti disponibili e a una prima valutazione delle soluzioni praticabili. È utile portare l’intera documentazione in possesso: contratti, corrispondenza, messaggi di posta elettronica, atti ricevuti, ricevute di pagamento. Al termine indico se e come sia possibile procedere, con quali tempi e a quali costi.

Il primo colloquio ha un costo?

Il primo colloquio conoscitivo, della durata indicativa di trenta minuti, è gratuito e non comporta impegno per nessuna delle parti. L’attività di consulenza successiva è preventivata per iscritto.

Come vengono determinati i compensi?

Il compenso è concordato per iscritto prima dell’inizio dell’attività, come prescrive la legge professionale (art. 13 della legge n. 247/2012), in ragione della complessità della pratica, dell’attività prevista e del valore della questione. Il preventivo riporta il contributo unificato e le altre spese vive, il rimborso forfettario delle spese generali nella misura di legge, il contributo previdenziale CPA e l’IVA, oltre alle condizioni applicabili in caso di variazione dell’incarico. Quando la pratica lo consente, il compenso può essere convenuto a forfait per singole fasi.

Quanto tempo richiede una causa civile?

La durata dipende dal tipo di procedimento, dal Tribunale competente e dal comportamento delle parti. A titolo indicativo, un procedimento di sfratto per morosità o un decreto ingiuntivo non opposto si definiscono in tempi relativamente contenuti; una causa ordinaria di primo grado davanti al Tribunale di Roma richiede tempi più lunghi. Nel primo incontro fornisco una stima riferita al caso concreto e valuto le alternative stragiudiziali, di norma più rapide.

Devo tentare la mediazione prima di fare causa?

In molte materie sì. Per le controversie in materia di condominio, locazione, divisione, successioni ereditarie, diritti reali e risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa – oltre ad altre indicate dalla legge – il tentativo di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale ai sensi dell’art. 5 del D.lgs. 4 marzo 2010, n. 28: senza averlo esperito, il giudice non può decidere nel merito.

La previsione riguarda buona parte delle materie di cui mi occupo. Non si tratta di un mero adempimento: una quota consistente di queste controversie si definisce in mediazione, con tempi e costi sensibilmente inferiori a quelli del giudizio. Nel primo incontro indico se la questione vi rientra e come convenga impostare il tentativo.

Assiste anche fuori Roma?

Ho sede in Roma e opero in via prevalente presso gli uffici giudiziari del Lazio. Per i procedimenti in altre sedi valuto caso per caso, anche in collaborazione con colleghi domiciliatari; l’assistenza a distanza è possibile per la consulenza e per la redazione di contratti e atti stragiudiziali.

Per le questioni non trattate in questa pagina ricevo su appuntamento.